Cose che accadono

Certe notti

certe notti

C’è qualcosa di perverso nell’uscire con la mia amica. Perché lei prima di essere mia amica, era una mia collega di lavoro. Poi io mi sono licenziata… ma questa è un’altra storia.

Dicevo: c’è qualcosa di perverso perché sono anche curiosa. E dato che l’ascolto con attenzione, lei mi racconta tutti, ma proprio tutti gli spettegules della società che per quattro anni mi ha vista fra le sue più agguerrite dipendenti.

Cosa c’è di perverso? Il motivo per cui sono andata via è stata una fusione per incorporazione di un’altra società. Come accade sempre in questi casi, questa vicenda ha creato un esubero di personale. Soprattutto ai piani alti, lasciandoci orfani dal capo area in su fino all’amministratore delegato. Attualmente quella che era la mia capa è stata sostituita da un capo, che la mia amica, nonché ex-collega, continua a ripetere che mi sarebbe sicuramente piaciuto, se lo avessi conosciuto. E che con lui ha anche parlato di me. Perché c’è la mia impronta nel lavoro di tutte le filiali che ho seguito. Che da quando me ne sono andata il mio metodo di lavoro è rimasto immutato perché vincente. Che lei stessa ha imparato tutto da me, e se lei oggi è così brava lo deve a me. Certo, se il nuovo capo chiede di me a qualcun’altro che ha avuto il piacere di lavorare con me, non userà parole lusinghiere. Perché io sapevo essere fredda. E lei si ricorda di alcuni miei sguardi, bastavano quelli per capire tutto. E ha aggiunto che ora siamo amiche, ma finché abbiamo lavorato insieme, anche se in filiali differenti, aveva sempre una sorta di timore reverenziale nei miei confronti.

Dov’è la pervesione in tutto ciò? Sta nel fatto che non me ne sono mai accorta.
Perchè se me ne fossi accorta invece di licenziarmi li avrei terrorizzati un altro po’.

Sono curiosa di sapere cosa ne pensi