

la stanza di Marlene
semplicemente (ancora unicamente) io
Archive for dicembre 17th, 2007
Sabato, 29 settembre 2001 0re 23:25
Author: Marlene
E’ passata più di una settimana e mi sono accorta di non aver scritto niente di Anna e sul fatto che adesso non c’è più.
E’ strano. Eravamo amiche. Non la vedevo e non ne avevo notizie da anni, ma aver saputo che non c’è più ha aperto un buco nell’anima. Ci ho guardato dentro e ho visto tante cose: quello che è stata per me, tutto quello che mi ha insegnato, tutto quello che abbiamo fatto l’una per l’altra. Ho visto il motivo per cui non ci siamo più frequentate e non mi è parso così importante da giustificare il male che provo adesso, mentre ne sto scrivendo.
Forse scelgo male le amiche, ma era la mia migliore amica. O forse le scelgo bene, perché la sua estrema sensibilità l’ha portata a fare quel gesto per cui non esiste rimedio.
Ha incontrato e privilegiato le persone sbagliate, quelle buone le ha allontanate, spesso cacciate dalla sua vita.
Quando l’ho conosciuta la ammiravo, lei con quel suo modo di fare, lei che sapeva sempre cosa fare, lei dall’alto della sua esperienza che ai miei occhi appariva sconfinata. Poi è rimasta lì, congelata nei suoi sedici anni e nei suoi tormenti. Io crescevo e lei era sempre lì, ancora alle prese con i suoi fantasmi adolescenziali.
E poi non c’è stata più.
Inghiottita dalla sua vita e dal suo essere grande a tutti i costi.
Inutile ora guardarsi indietro e dirsi che se … Il tempo è andato, ognuna ha fatto le sue scelte, le sue l’hanno portata a scappare, da sola, una notte, senza voltarsi indietro.
read comments (2)Fra polvere e realtà
Author: Marlene

Ho finalmente creato il mio account in anobii e ho iniziato a catalogare i miei libri.
Che lavoro sporco per la mia anima.
I libri racchiudono e conservano quello che ero.
Quelli più vecchi hanno la data di inizio e quella di fine. Tratti decisi di pennarelli e penne e matite a sottolineare i passaggi più interessanti, o semplicemente quelli che mi piacevano di più.
Lo facevo perché così potevo sedermi a gambe incrociate sul mio lettino e a colpo sicuro leggere quelle cose a chi aveva voglia di ascoltarmi nelle mie lunghe notti insonni.
Amavo i miei libri. Non uscivo mai senza averne uno nella borsa.
Leggevo dappertutto. In piedi alla fermata dell’autobus. Seduta per terra alla stazione dei treni. Ogni mio viaggio portava con se il ricordo di una storia scritta da qualcun’altro, ma che in quel momento sembrava scritta solo per me.
Dove sono andata a finire?
Imbottigliata nel traffico che mi porta al lavoro a guardarmi nello specchietto retrovisore per gli ultimi ritocchi del trucco.
Chiusa al lavoro anche dieci ore al giorno a correre dietro scadenze e formalità.
Persa a fare la spesa in qualche supermercato, sul divano a casa cercando di tirare il fiato.
Mettendoli in ordine ho trovato tante cose custodite al loro interno: biglietti di museo, biglietti di concerto, scontrini, vecchie fotografie, e vecchie riflessioni.
Il prossimo post è una di quelle.







