I politici e l’arte dell’aria fritta

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Festa dell’Unità (in questo periodo un must).
Discorso di D’Alema Massimo: una vera novità.
Non so cosa mi aspettavo dal suo intervento, so solo la sensazione di cosa mi sono portata a casa: nulla. Assolutamente nulla.
Il discorso è durato più di due ore in cui sprofondato nella sua sediolina ha imbastito un ricamo a cui hanno applaudito solo quelli seduti sulle sedie comode sotto il palco. Il popolino seduto sulle panche scomode di legno hanno applaudito poco. Qualcuno dopo la sua arringa difensiva per se stesso contro la pm che “lo ha accusato ingiustamente” gli ha anche gridato di smetterla e di parlare d’altro.
Ha svicolato sui Di.Co. cambiando abilmente discorso; ha detto che “fare il Ministro degli Esteri gli permette di viaggiare. E meno male: perché a stare in Italia si deprime” grazie signor ministro, grazie per tutti noi poveri cretini che lavoriamo dalla mattina alla sera e non ci possiamo permettere neanche il lido degli Scacchi a Ferrara.
Fa bene però andarli ad ascoltare. Fa bene perché dobbiamo marcarli stretti. Fa bene ascoltarli così si ripassa l’italiano e i mille modi di farla franca a chiacchiere.

3 pensieri su “I politici e l’arte dell’aria fritta

  1. Sono degli infami che con il loro non dire e non fare allontanano le persone dalla passione per la politica! 🙁

Sono curiosa di sapere cosa ne pensi