la stanza di Marlene

semplicemente (ancora unicamente) io

Archive for settembre, 2007

Mamm’Emilia

Author: Marlene
09 28th, 2007

In te sono stato albume, uovo, pesce,
le ere sconfinate della terra
ho attraversato nella tua placenta,
fuori di te sono contato a giorni.

In te sono passato da cellula a scheletro
un milione di volte mi sono ingrandito,
fuori di te l’accrescimento è stato immensamente meno.

Sono sgusciato dalla tua pienezza
senza lasciarti vuota perché il vuoto
l’ho portato con me.

Sono venuto nudo, mi hai coperto
così ho imparato nudità e pudore
il latte e la sua assenza.

Mi hai messo in bocca tutte le parole
a cucchiaini, tranne una: mamma.
Quella l’inventa il figlio sbattendo le due labbra
quella l’insegna il figlio.

Da te ho preso le voci del mio luogo,
le canzoni, le ingiurie, gli scongiuri,
da te ho ascoltato il primo libro
dietro la febbre della scarlattina.

Ti ho dato aiuto a vomitare, a friggere le pizze,
a scrivere una lettera, ad accendere un fuoco,
a finire le parole crociate, ti ho versato il vino
e ho macchiato la tavola,
non ti ho messo un nipote sulle gambe
non ti ho fatto bussare a una prigione
non ancora,
da te ho imparato il lutto e l’ora di finirlo,
a tuo padre somiglio, a tuo fratello,
non sono stato figlio.
Da te ho preso gli occhi chiari
non il loro peso
a te ho nascosto tutto.

(Erri De Luca)



Lotta di classe

Author: Marlene
09 27th, 2007

Nicola Canonico è rimasto in gioco. Ne posso ancora parlare.
Premesso che ieri sera ho visto prima il Dottor House (puntata che potevo anche fare a meno di vedere), ho notato alla prima inquadratura della Ruina che la Salvalaggio non c’era più, e che Canonico era ancora lì seduto con la sua fascetta nei capelli (che immagino diventerà il must dell’estate 2008) e i suoi occhiali fashion (da cui ricaverà un altro po’ di soldini per la sponsorizzazione).
Il resoconto di Selvaggia ha colmato la mia disgressione, e mi ha messo al corrente che i genitori di Nicola sono apparsi in tv dando

“vita a un siparietto di rara tristezza (…) lasciando intendere che in settimana lui e sua moglie, per inviare cento sms in più, si sono venduti le fedi nuziali”

E ho concluso che la notizia dei 5000 euro spesi da mamma e papà in schede telefoniche da distribuire fra amici e parenti forse non era una bufala.
Questa me la sono persa, ma ho visto il momento della nomination. Il cervello di Nicola sembra partorire frasi che prima di arrivare alla bocca fanno un giro tortuoso perdendosi nei meandri delle lezioni di dizione sprecate che ha fatto in questi anni. Se non si vergognasse del suo accento meridionale forse risulterebbe più spontaneo. Il timore reverenziale di sbagliare qualcosa gli faceva tremare le mani come non ho visto succedere a nessun “non famoso” che sembrano molto a più agio di lui in tutto quello che fanno.
Forse qualcuno doveva spiegarglielo che la televisione ha dei tempi più veloci rispetto al cinema. Non hai il tempo di prepararti, di imparare una parte. E nel venire chiamati a recitare se stessi si rischia veramente grosso. Forse non ha ancora deciso se essere se stesso o inventarsi qualcuno. Nel frattempo parla di se in terza persona. Forse si sta elaborando.
E comunque se mai Selvaggia dovesse passare di qui vorrei dirle che altro che maledizione di Miriglianon. La strega è lei. Lo ha paragonato ad un essere a metà fra Big Jim e Monciccì. Come fa a sapere che da piccolo alle scuole elementari lo chiamavano così? Secondo me qualcun’altro ha spifferato…



Nicola Canonico: ma chi è?

Author: Marlene
09 25th, 2007

Ho già ripetuto un sacco di volte in questo blog che ho cambiato spesso casa e pelle in giro per l’Italia. E non riesco più a stare zitta.
In uno di questi “soggiorni” Nicola Canonico io l’ho conosciuto. Ovviamente: se mi materializzassi sull’isola lui non sarebbe in grado di sapere chi sono. Ma lui ha voluto fare l’attore. Quindi io ho un vantaggio.
In quel paese da cui arriva lui io non ci vivo più da anni (secoli), ma ho i miei ganci.
E ho qualche spetteguless. Però li racconto solo se rimane dentro il gioco.

E aggiungo che il post scritto da Selvaggia su di lui mi ha fatto schiantare dalle risate.
Io almeno nella scelta della foto sono stata più buona.



Il circo aziendale

Author: Marlene
09 25th, 2007

Vorrei sapere chi è stato il primo a pensare che mettere insieme tutte le persone che lavorano insieme sia un momento di divertimento e di relax.
Hai il problema di come vestirti. Nei giorni successivi all’evento sarai giudicato anche da quello.
Non puoi sbronzarti o essere troppo allegro. Nei giorni a venire la serata sarà ricordata con quell’alone da leggenda metropolitana e se anche hai bevuto solo un paio di bicchieri, passando nei corridoi si faranno gomitino additandoti e tu non lo sai: ma sei finito a ballare sui tavoli.
Gli argomenti da utilizzare in queste serate sono i più insidiosi: o verrai ammorbato da una che ti racconterà tutte le prodezze del suo pargolo di nove mesi, o più semplicemente sarai sciocco e superficiale.
E sarai giudicato per sempre così: sciocco e superficiale.
Una cosa sola merita di essere salvata del lungo pomeriggio: l’azienda estrae fra tutti i dipendenti presenti un viaggio di una settimana (quest’anno toccava a Sharm el Sheik). Alla notizia che avevano rinunciato ai fuochi artificiali e avevano messo in palio tre viaggi in più, lungo applauso e la richiesta di rinunciare anche al comico l’anno prossimo.
Anche un’altra cosa: hanno servito un ottimo nero d’Avola.



Allegria!

Author: Marlene
09 21st, 2007

Oggi pomeriggio parte il circo aziendale.
ore 16.45 appuntamento in ufficio per partire tutti alla volta di un palazzetto dello sport affittato apposta per l’occasione.
ore 17.00 discorso, frizzi, lazzi, estrazione di 20 viaggi a Sharm el Sheik da usufruire con propri permessi la settimana del 21 ottobre
ore 20.00 partenza verso la bassa per cena in villa
l’ultima opzione a discrezione dei sopravvissuti.

Ovviamente: non so cosa mettere.

Non si può andare troppo professionali, tipo in tailleur, mica è un colloquio di lavoro.
Non si può andare troppo informali, mica si va a ballare in discoteca.
L’unica sarebbe minimal chic, tipo pantaloni chiari, con scarpe sobrie e camicetta vedo-non-vedo. Non possiedo nulla che assomigli a questo abbigliamento.

Credo metterò il jeans.