

la stanza di Marlene
semplicemente (ancora unicamente) io
Archive for giugno, 2007
L’America e i suoi disastri
Author: Marlene
Mi sono data al cinema fantastico. Meglio: mi sono data al cinema americano fantastico. Sono arrivata alla conclusione che l’andare al cinema è un momento di pura evasione e lo devo vivere come tale. Niente film impegnati, che grondano signicato e senso e che fanno riflettere. Solo film che devono essere visti al cinema per poterne assaporare gli effetti speciali, per poter vedere ogni minima esplosione, per poter ingrandire a dismisura il vuoto cosmico delle trame compensati subito da una illusione altrettanto grande che solo il cinema sa dare.
Premessa per giustificare le mie ultime visioni: I fantastici 4 e Silver Surfer (2007) e Tranformers (2007).
Diciamo che non mi sono fatta mancare niente: due invasioni aliene, entrambe destinate a farci estinguere, con dei super eroi o altri alieni a salvarci. Chissà poi perchè ci salvano sempre? Siamo così convinti di meritarcelo?
Entrambi pieni di effetti speciali che non ci fanno rimpiangere il costo del biglietto. Ma mentre i Fantastici 4 si prendono troppo sul serio e il personaggio di Fiamma ha ormai un ego ingombrante come un air bag scoppiato per sbaglio in una mini, in Tranformers si ride di gusto. L’eroe è un ragazzo qualunque e anche un po’ sfigatello. Gli alieni sono automobili che si trasformano in robot. E l’esercito americano viene descritto come macchinoso e inutile. Fantastica la prima trasformazione che avviene a 3 minuti dall’inizio del film che mi ha fatto letteralmente rimanere a bocca aperta.
I Fantastici 4 sono un po’ stucchevoli, non ho capito la mossa di riesumare il cattivo del vecchio film, che oltre a diventare la nuova minaccia non mi sembra abbia dato molto aiuto a risolvere il caso… o mi sono addormentata e mi sono persa un pezzo? E poi diciamocela tutta: nei fantastici 4 non c’è nazionalismo. Nessun eroe ha i colori della bandiera americana, mentre in transormers il capo Optimus prime è colorato in rosso e blu. Sarà che da piccola vedevo i cartoni animati, sarà che Michael Bay dopo circa dieci anni ha voluto ritornare sul genere fantascienza con cui si era già misurato con Armageddon, ma a me questo film è piaciuto.
Le opinioni espresse in questo post possono subire variazioni dopo una buona dormita, quindi non sono da considerarsi permanenti.
read comments (2)Che sensazione di leggera euforia
Author: Marlene
Lo shopping è una pulsione compulsiva che spesso ci fa comprare cose di cui potremmo fare a meno ma che una volta comprate ci danno una sensazione di leggera euforia, che spesso dura il tempo di portare l’oggetto in questione a casa.
L’evoluzione è lo shopping on-line: ore passate a saltellare da un sito all’altro in cerca dell’oggetto del desiderio, comparando prezzi e spese di spedizione. L’euforia dura più a lungo: tutto il tempo dalla conferma dell’ordine fino a che il pacco non è arrivato a casa.
Ho scoperto questa nuova droga. Questa euforia nel tornare a casa e trovare il pacco appoggiato sulle cassette delle posta o sul tavolo della sala.
Poi la mia anima razionale (mia madre direbbe tirchia, ma questa è un’altra storia) mi fa trovare la motivazione del mio comportamento sconsiderato.
Le motivazioni di questo acquisto

sono:
- sono a dieta
- sono a dieta e ho incominciato a portarmi il cibo da casa
- nel mio nuovo posto di lavoro c’è una cucina attrezzata
- nel mio nuovo posto di lavoro la maggior parte delle persone si portano da mangiare da casa e questo aumenta la socializzazione
- un bento originale giapponese ce l’ho solo io, e domani avrò una cosa di cui parlare di cui nessuno sa niente
grazie alla cuoca petulante per la fantastica idea
aNobii: per mettere ordine
Author: Marlene
Riprendo volentieri questa segnalazione di lucenellarete.
aNobii: crea, scambia ed esplora liste di libri
Scegli la lingua sia del sito che dei libri, ti registri e entri in una libreria virtuale, fatta di libri letti davvero e criticati da persone vere.
La trovo una bella iniziativa. Perché è gratis, perchè permette di conoscere persone che hanno i nostri gusti in fatto di libri o (meglio) di conoscere nuovi autori e nuovi punti di vista. Per me che lavoro in un posto dove l’attività di leggere non è contemplata fra le cose importanti da fare, è una consolazione trovare in rete qualcuno con cui parlare. E poi ultimamente non sto leggendo neanche io: che mi stiano contagiando? Devo correre ai ripari.
E chi se lo dimentica…
Author: Marlene
Ero a pezzi. Uscivo con un uomo più grande di me di 10 anni che non si laureava per non sposarsi che diceva di amarmi. Io credo di essere stata un’altra scusa per rimandare ancora per un po’ le responsabilità e la vita da “grandi”. Nel frattempo parcheggiata all’università, fra feste cene e discoteca, non mi domandavo nulla, non avevo aspirazioni, né ambizioni. Semplicemente: mi lasciavo vivere.
Poi era riapparso lui. Il mio migliore amico. Quello che avevo perso un po’ di anni prima. Quello che dopo tanta amicizia aveva provato a darmi amore e che io avevo respinto, attratta da altro, che credevo migliore.
650 kilometri sono tanti se non hai la patente, sei una studentessa fuori sede squattrinata, e l’unica fonte di reddito è l’assegno che ti passano mensilmente i tuoi che deve bastare per tutto.
- Raggiungimi a Rimini – mi disse – ti mando il biglietto.-
Ed eccomi qua, di Marzo, in una Rimini praticamente deserta. La stazione non è grandissima, ed è come tutte la stazioni di tutta Italia. E lui è li che mi aspetta. E all’improvviso la stazione si illumina, brulica di gente, ci sono valigie e comitive ovunque, rimango stordita invasa da una confusione che c’è solo dentro di me. – Ho solo tre giorni – mi dice tutto d’un fiato – Ce li faremo bastare – rispondo convinta.
- Hai sempre detto che volevi vedere com’è il mare quando non è estate. Eccolo qui!-
Pensavo che la migliore colonna sonora fosse il mare d’inverno è come un film in bianco e nero visto alla tv e invece mi canta in testa Guccini e dice a Rimini la spiaggia com’è vuota, quasi inutile di marzo, scivolando mollemente sulla erre come solo lui sa fare. Forse ha ragione lui, che Rimini la conosce meglio di me.
Camminiamo fra file di cabine deserte, poi decido di togliere le scarpe e corro sulla sabbia umida fino all’acqua, e allora il mare non è né in bianco e nero né inutile, è libertà, vento, vertigine e risate. Ci sediamo sfiniti sulla spiaggia umida, ed è un attimo, un lampo. Ti vedo con occhi diversi e per un istante sento che posso fidarmi, abbandonarmi.
Ma è solo un attimo, te ne accorgi, cambi espressione, ritorni l’amico che conosco, mi prendi per mano – Vieni, questo ti piacerà sicuramente -
Ho studiato storia dell’arte e a te piace ascoltarmi mentre ti racconto di castel sigismondo. Devo aver preso talmente sul serio la parte che un gruppetto di turisti si avvicina per ascoltare, con lo sguardo mi incoraggi e, si… ho proprio sbagliato corso di laurea. Ho scelto quello che poteva servire, non quello che mi piace veramente. Lo dovrei dire a mamma e papà che gli studi in economia che mi stanno pagando mi fanno venire i brividi, che se non riesco a studiare è perché sento che non è quella la mia strada. Eh già, dovrei proprio dirglielo.
- Adesso però mi fai assaggiare la piadina, non posso venire a Rimini e non mangiarla-
Seduti al tavolino di plastica di un ristoratore ambulante te lo chiedo – perché proprio Rimini?-
- Perché non è vero che Rimini è bella solo d’estate. Rimini non è solo un centro turistico, piena di negozi e discoteche. Rimini è una bellissima cittadina affacciata sul mare dove vorrei passare tutta la vita…vuoi farmi compagnia?-
Un’avventura così, a Rimini, non l’avrebbe immaginata nemmeno Fellini.
E’ tardi…
Author: Marlene








