Pirati dei caraibi: Ai confini del mondo (2007)

Pubblicato il Pubblicato in Cose di cinema

Come un film creato per pubblicizzare una nuova attrazione in un parco giochi e pensato per intrattenere i bambini possa diventare un fenomeno godibile a tutte le età è merito di tanti fattori. Primo fra tutti credo la capacità degli attori di essere credibili nei loro ruoli di fantasia, credendo in un progetto che pur se rivolto ad un pubblico under 12 si è meritato tutta la loro passione e la loro bravura.
In questo ultimo capitolo della saga dei pirati c’è un po’ di tutto: i duelli, la storia d’amore, il mistero e l’avventura, gli uomini pesce (già incontrati) e il maelstromm di lovercraftiana memoria, ma i richiami in questa pellicola si sprecano, mitologia e pura fantasia mescolati in una narrazione mai banale e a tratti veramente esilarante.
La compagnia delle Indie come una moderna multinazionale vuole avere il controllo sul mare, asservendo ai suoi comandi l’esponente più influente fra i pirati. E i pirati, riuniti in un consiglio di amministrazione straordinario, pur con le loro insormontabili diversità faranno fronte comune contro chi li vuole annientare.
Finale agrodolce, aperto a nuove possibilità.

10 pensieri su “Pirati dei caraibi: Ai confini del mondo (2007)

  1. Ciao,
    il film ha avuto successo anche perchè, secondo me, tutti noi in fondo restiamo sempre un pò “bambini” o se vuoi abbiamo “nostalgia” di un tempo in cui le cose erano decisamente più semplici…
    il fatto che il finale resti per così dire “aperto” è una delle caratteristiche della cinematografia moderna ovvero lasciare sempre uno spazio ad un eventuale seguito che porti altri soldi nelle casse dei produttori ed affini..peccato che poi i seguiti non siamo quasi mai all’ altezza dei capostipite, matrix insegna..
    tornando ai pirati comunque ho letto che almeno un paio di attori non hanno intenzione di recitare in un ulteriore seguito..di Depp non si sà ma alcune voci divevano avesse firmato per 4 film…
    ciao
    un povero sciocco

  2. sono d’accordo sul fatto che spesso i sequel fanno acqua da tutte le parti, ma quando ogni singola storia viene pensata in un contesto di più ampio respiro, allora tutto quadra. Star Wars è una storia già nata in partenza così articolata, stesso dicasi per il Signore degli anelli (di cui posso vantare di aver letto il libro in tempi non sospetti). Credo invece che Matrix sia stata una scelta secondaria, legata a logiche di mercato.
    Paolo: ma perchè Deep ti è antipatico? Posso accettare che non ti piaccia come reciti, ma non credo tu lo abbia mai consociuto, ma se ki dici il contrario allora come minimo me lo devi presentare ^______^

  3. Ciao,
    se vogliamo parlare di scelte di mercato allora possiamo citare anche l’ ultino ragnetto oggi in programmazione che per me rientra a pieno titolo nella logica di cui sopra….se hai letto Tolkien in tempi non sospetti immagino che ti sarai sciroppata anche il prequel di quella storia 🙂
    Deep come molti altri attori/attrici può piacere o non piacere, però bisogna riconoscere il fatto che ha sempre fatto delle scelte “coraggiose” nella sua carriera intepretando anche ruoli che molti altri non avrebbero mai voluto per mantenere una certa “immagine”…che poi sia una persona molto originale e magari un pò, tanto forse, fuori di testa e tutt’ altro discorso…
    un povero sciocco

  4. il ruolo in cui deep mi ha veramente delusa è stato quello dello scrittore in secret window … la regia assente e colpi di scena banali e scontati.
    però in linea di massima glielo si deve concedere: deep ha sempre avuto coraggio nello scegliere i suoi ruoli e quindi si può anche permettere di scivolare qualche volta.

  5. Ciao,
    purtroppo pare che nel mestiere d’ attore/attrice quando fai un film di successo dove fai la brava persona poi ti offrono sempre parti di quel genere..se fai il perfido cattivo idem..e la cosa da un punto di vista di “crescita” magari può essere castrante per chi sceglie la recitazione come lavoro di vita…ma “stipendi” da milioni di dollari in alcuni casi rendono questa “castrazione” meno pesante pare, dato anche il numero di attori/attrici che nella loro carriera fanno sempre la stessa parte salvo quando a “fine carriera” poi cambiano ma più per rilanciarsi in qualche modo..un nome d’ esempio Meg Ryan..
    un povero sciocco

  6. come dice una persona a me cara: ogni tanto scaricano l’IVA. e quindi accettano ruoli di poco spessore, o ruoli in film di basso profilo. fare carriera è complicato, e le scelte non sono sempre corrette.

  7. Ciao,
    indubbiamente fare carriera è complesso e non solo nel “dorato” mondo del cinema…dei “compromessi” alla fine bisogna comunque accettarli per arrivare a realizzare quello che si vuole…anche se ci sono delle eccezioni ovvero il fatto di essere nati con un certo nome o con certe possibilità aiuta anche se mi pare che oggi come oggi tutto questo più che aiutare sia uno svantaggio in quanto chi è in quelle condizioni non ha molti “stimoli”….
    ciao
    un povero sciocco

  8. Bello il primo
    schifoso il secondo
    speriamo in bene per il terzo… giá il fatto che non ci sia un finale chiaro non mi ispira granchè 🙁

  9. grissino, non aspettarti un film bello come il primo, ma una storia nuova. il finale aperto olre che per motivi pratici (quello di un possibile quarto film) a me è piaciuto perchè alla fine essendo una storia avventurosa, lascia intendere che l’avventura continua…

Sono curiosa di sapere cosa ne pensi