

la stanza di Marlene
semplicemente (ancora unicamente) io
Archive for febbraio, 2007
Dott. House M.D.
Author: Marlene
Il dott. House non mi piace più. Un filone che si è esaurito. Un copione che non riesce più a convincermi. Comportamenti che non riesco più a giustificare.
Se hai assunto un dottore con i modi un po’ rudi, che ha la lingua più veloce del buonsenso, e tratta male i pazienti: non metterlo in ambulatorio.
Se poi lo metti in un reparto sperimentale non puoi dirgli: non voglio che sperimenti sui miei pazienti. Una mancanza di coerenza a dir poco lampante.
Infine: se faccio parte del suo staff come tirocinante, qualcosa lo dovrò pur imparare. Come faccio a fidarmi di tre tirocinanti che dopo tre anni non hanno ancora imparato che nonostante le sue teorie sembrino stravaganti salva la vita ai casi più disperati?
Trovo ridicolo che si rifiutino di eseguire i suoi ordini.
A volte le serie tv dovrebbero finire nel momento del loro massimo splendore, in modo da poterne parlare negli anni a venire senza dover sottolineare che nell’ultimo periodo però….
read comments (0)quando le giornate incominciano male….
Author: Marlene
Quante volte ci siamo lamentati della maleducazione degli impiegati degli uffici pubblici?
L’ultima mi è successa stamattina, e come al solito ho subito, balbettando qualcosa, e dall’altra parte? Ha continuato ad infierire, con l’arroganza di chi è certo di essere sempre dalla parte della ragione. A prescindere.
Propongo che i dipendenti pubblici siano scelti con il normale iter del colloquio che tocca a tutti gli aspiranti dipendenti privati.
Certo, per fare il dipendente pubblico devi partecipare ad un concorso, devi essere preparato in determinate materie, e se superi lo scritto devi comunque superare anche un colloquio orale.
Ma il criterio di selezione si ferma a conoscenze di tipo “accademico”.
Chiunque lavori in una azienda privata (sia come operaio che come impiegato, che dirigente) viene selezionato sulla base di un titolo di studio e sulle conoscenze che ha di quel particolare ambito per cui si candida. Non dovrà superare un test scritto, ma dovrà mettere in campo tutta una serie di capacità che nella scelta di un dipendente pubblico non vengono tenuta in nessuna considerazione:
la capacità comunicativa, la proprietà di linguaggio, l’abilità di proporsi in maniera professionale, o come minimo la dimostrazione di possedere competenza.
Orde di sportellisti annoiati ci costringono a file al limite della pazienza, impiegati che hanno conquistato la loro sediolina a tempo indeterminato si imboscano nei corridoi lasciando che noi utenti vaghiamo di corridoio in corridoio alla loro inutile ricerca.
Senza dimenticare quelli che non avendo faticato per trovarsi il posticino di lavoro, non capiscono perchè devono faticare ora per fare in modo che io possa uscire da un ufficio pubblico serena, senza la sensazione di aver sprecato il mio tempo e la mia pazienza.
saturno contro (2006)
Author: Marlene
Diciamocelo: mentre vediamo scorrere le immagini del’ultimo film di Ozpetek ci assale la sensazione di un fastidioso deja-vù.
Ci sembra di rivedere le “Fate ignoranti”, solo che l’asse è spostato più sull’amicizia che sull’amore.
E mentre nel primo film il finale era orientato verso la speranza di un ritorno, in questo il finale ha un sapore amaro, quasi pessimista. Ci ricorda che le cose belle finiscono, e nonostante tutti i nostri sforzi la vita segue il suo corso e nulla torna indietro.
Anche l’impianto della storia è simile: un film corale, ogni personaggio porta con sè il suo carattere, la sua storia e il suo vissuto. Tutto ruota intorno ad una persona che li tiene uniti nonostante le loro diversità, i loro battibecchi, le loro bugie. E si ritrovano tutti in un appartamento di cui tutti (sembra) abbiano le chiavi.
Interessante l’incursione nell’attualità di una legge che non riconosce le coppie di fatto, e quindi vediamo un padre che ha ripudiato il figlio interessarsi a lui, poter (dover) decidere per un figlio che in realtà non conosce, mentre la sua “vera” famiglia, quella formata dal compagno e dagli amici non contare nulla.
Cosa c’è da salvare in questo film? La poesia con cui scorrono le immagini sullo schermo. La delicatezza nel raccontare le sfumature dei sentimenti.
Perchè mi è piaciuta Ambra? Perchè ha parlato poco con la bocca e ha parlato molto con gli occhi.
E volevo aggiungere: ma quanto sta invecchiando male Stefano Accorsi?
La trama non la racconto perchè tanto la potete trovare ovunque.
Sono soddisfazioni
Author: Marlene
Quando la persona a cui tieni di più, quella il cui giudizio è in assoluto l’unico a cui crederesti, quando lui, proprio lui ti dice che hai un modo di scrivere piatto, banale, noioso.
Si, sono proprio soddisfazioni.
super-classifica show
Author: Marlene
Ho compilato la mia top-ten di scrittori preferiti (scrittori, NON libri) su questo blog e questo è quello che ne è uscito in un paio di minuti di nullafacenza lavorativa:
1) Erri De Luca
2) Sclavi
3) Fernando Pessoa (valgono anche i poeti?)
4) Makado
5) E.A.Poe (morto,sepolto e dissolto ma con ancora il suo fascino)
6) Lovercraft (non ridete)
7) Tim Willocks
Coelho (i primi libri erano bellissimi)
9) Marco Travaglio (il suo taglio giornalistico mi fa impazzire)
10) Carlo Lucarelli
Ho anche fatto pubblica ammenda, perchè del Sig. Tim Willocks presente al numero sette della mia classifica, in realtà ho letto solo un libro che mi ha colpito ormai 12 anni or sono “il fine ultimo della creazione”. Un libro che anche se narra di un tizio chiuso in prigione, narra di libertà. C’è tanta violenza, ma raccontata con i tempi e i ritmi giusti.
Invece gli altri scrittori (almeno quelli viventi) sono davvero di quelli che appena so che hanno un nuovo libro in libreria corro a comprarlo. Erri De Luca, di cui ho già avuto modo di parlare, Travaglio, che riesce a farmi guardare l’attualità italiana con occhio critico, e Lucarelli che invece la storia italiana (o almeno un certo tipo di storia) me l’ha insegnata.
Menzione a parte per Sclavi: oltre ad essere il papà di Dylan Dog, scrive anche dei romanzi sospesi fra la realtà e la quarta dimensione. Indimenticato “l’etichetta delle camicie”.
Lovercraft e Poe sono gli scrittori della mia adolescenza. Quindi anche se morti, sepolti e dissolti non ho potuto fare a meno di inserirli nella mia personale top-ten.
Per la conoscenza di Coelho sono in debito con una persona di cui non è il caso di parlare. All’inizio mi ha molto affascinata, oggi lo trovo troppo cattolico per i miei gusti.
I poeti: c’è stato un periodo della mia vita in cui leggevo poesia e tentavo di scriverne. Quel periodo è coinciso con la diaspora di quelli che ritenevo amici. Sono rimasti solo quelli che speravano (o riuscivano) a portarmi a letto fingendo di apprezzare sia i miei poeti, che la mia poesia.
P.S. All’inizio del post c’è il link del blog da cui ho preso l’idea, ma si accettano suggerimenti su come renderlo attivo.







